{"id":13859,"date":"2024-03-15T17:25:25","date_gmt":"2024-03-15T16:25:25","guid":{"rendered":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/?post_type=valceno&#038;p=13859"},"modified":"2025-07-09T14:19:05","modified_gmt":"2025-07-09T12:19:05","slug":"bardi","status":"publish","type":"valceno","link":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/valceno\/bardi\/","title":{"rendered":"Bardi"},"content":{"rendered":"\n<p>Dominato dalla scenografica mole del suo celebre castello, Bardi \u00e8 un paese dell&#8217;alta Val Ceno, a circa 60 km Parma e situato sull&#8217;Appennino parmense a 625 metri sul livello del mare.<br><br>Il territorio di Bardi fu frequentato dall\u2019uomo gi\u00e0 50.000 anni fa, come dimostrano i ritrovamenti pi\u00f9 antichi del Monte Lama e successivamente con discreta continuit\u00e0 anche nei millenni successivi, con una contrazione dei ritrovamenti in corrispondenza della massima glaciazione w\u00fcrmiana. L\u2019area fu certamente occupata dai Liguri, mentre scarse sono le testimonianze di epoca romana. Secondo la leggenda, il nome del paese deriverebbe da <em>Barrus<\/em>, uno dei trentasette elefanti al seguito di Annibale, che sarebbe morto sulla rupe che domina la Val Ceno durante la spedizione del generale cartaginese in Italia. In realt\u00e0 il toponimo \u00e8 unanimemente collegato all\u2019occupazione longobarda del sito (se non ad una fondazione che potrebbe essere forse anche precedente).<br><br>L\u2019origine longobarda dell\u2019insediamento \u00e8 testimoniata anche dalla vicina foresta, chiamata nei documenti antichi <em>Silva Arimannorum<\/em>, cio\u00e8 degli <em>Arimanni<\/em>, gli uomini longobardi dediti alla guerra e che godevano di pieni diritti civili. Dopo la conquista (643) di Borgotaro (l\u2019antica <em>Turris<\/em>) e dei valichi appenninici, i Longobardi poterono collegare il monastero di Bobbio (fondato nel 612) con i ducati toscani e con Roma attraverso la <em>Via degli abati<\/em>. Alla prima met\u00e0 del VII secolo deve quindi risalire l\u2019inizio della storia della fortezza e del borgo di Bardi come importante snodo strategico e militare.<br>Il sito \u00e8 poi citato la prima volta in un documento del 833, una donazione compiuta da un prete di Bardi all\u2019abbazia di Nonantola, come Bobbio nodo essenziale dell\u2019organizzazione territoriale longobarda in Emilia. Nel 899 il castello (quasi sicuramente un tipico castello-recinto alto-medievale costruito quasi interamente con materiale deperibile) risulta gi\u00e0 esistente, comprato per met\u00e0 dal vescovo di Piacenza Everardo.<br>Il castello pass\u00f2 poi ai Malaspina e nel 1185 \u201ci conti di Bardi\u201d si sottomisero al Comune di Piacenza. Dopo aver acquistato numerosi terreni e aver acquisito diritti nei territori della Val Ceno e della Val Taro, Ubertino Landi nel 1257 acquis\u00ec il controllo dei feudi di Compiano e Bardi, dando inizio alla lunga stagione dello Stato dei Landi. Lo stesso Ubertino cominci\u00f2 a ricostruire il castello distrutto da Oberto Pallavicino nel 1255.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del XIV secolo i Landi ottennero l\u2019investitura imperiale dei feudi di Bardi, Compiano e Borgo Val di Taro, mentre nel 1405 i Visconti, signori di Milano, elevarono a contea il territorio dei Landi, sancendone cos\u00ec ufficialmente l\u2019indipendenza. Nel 1551 il feudo di Bardi venne eretto a marchesato dall\u2019imperatore Carlo V, che attribu\u00ec ai Landi piena autonomia amministrativa e la facolt\u00e0 di battere moneta (1552). Nel 1578 il feudo venne addirittura eretto a principato.<br>Il dominio dell\u2019antica famiglia termin\u00f2 con Maria Polissena, che port\u00f2 lo Stato in dote a Gian Andrea Doria nel 1633. Poco dopo la sua morte (1679), Ranuccio II Farnese riusc\u00ec ad acquistare (1682) l\u2019intero Stato dei Landi e anche il feudo di Bardi, che in seguito segu\u00ec le vicende del Ducato di Parma.<br><br>Il centro storico di Bardi, che si sviluppa ai piedi della rocca di diaspro dove sorge il castello, conserva numerose e importanti memorie di questo importante passato.<br>Il castello di Bardi \u00e8 senza dubbio una delle fortezze pi\u00f9 interessanti ed affascinanti d\u2019Italia. La rocca sorge, come detto in precedenza, sull\u2019area di un castello-recinto alto-medievale, eretto prima del IX secolo sulla \u201cfortezza naturale\u201d costituita dalla rupe di diaspro che domina Bardi. Il mastio centrale e il piccolo cortile antistante la torre sono le uniche strutture superstiti risalenti alla ricostruzione operata nel XIII secolo da Ubertino Landi. Anche l\u2019andamento delle mura esterne ricalca quello della fortezza medievale.<br>L\u2019aspetto attuale della rocca \u00e8 dovuto per\u00f2 soprattutto alle ristrutturazioni operate dai Landi tra la met\u00e0 del XVI e l\u2019inizio del XVII secolo, con l\u2019obiettivo di trasformare il possente ed austero edificio difensivo in una residenza rinascimentale consona ai nuovi titoli acquisiti. Ben conservate sono alcune decorazioni interne eseguite alla met\u00e0 del XVI secolo, il cortile d\u2019onore della fine dello stesso secolo, mentre il monumentale ingresso del quartiere residenziale costituisce l\u2019ultimo contributo della famiglia alla decorazione del castello.<br><br>Oltre a osservare questa straordinaria stratificazione storica delle architetture, il visitatore percorrendo i camminamenti, i cortili e le terrazze, pu\u00f2 inoltre \u201cdialogare\u201d con lo splendido contesto ambientale circostante, mentre le cucine, gli strumenti di tortura e gli arredi sopravvissuti permettono di immergersi nell\u2019antica vita quotidiana del castello.<br><br>La parrocchiale di Santa Maria Addolorata risale al XX secolo ma sorge sulle fondamenta della chiesa dei Serviti, risalente al XV secolo. All\u2019interno \u00e8 conservata la prima opera datata di Parmigianino. La pala d\u2019altare, collocata nella cappella a destra del battistero, rappresenta il <em>Matrimonio mistico di Santa Caterina<\/em>, con <em>San Giovanni Evangelista<\/em> e <em>San Giovanni Battista<\/em>. Il dipinto \u00e8 un importantissimo documento della prima fase della carriera artistica del pittore. Realizzata quando egli aveva soltanto diciotto anni nel 1521, l\u2019opera fu compiuta a Viadana (per la chiesa di San Pietro), dove Parmigianino si era rifugiato (ospite degli zii) fuggendo da Parma, sconvolta dallo scontro armato tra gli eserciti francesi ed imperiali.<br>Non \u00e8 noto come il dipinto sia giunto a Bardi (forse acquistato da Federico II Landi all\u2019inizio del XVII secolo), ma esso \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 importanti opere d\u2019arte custodite tra le valli dell\u2019Appennino parmense.<br><br>Il Palazzo Comunale (o <em>Palazzo Maria Luigia<\/em>) conserva l\u2019originale loggiato rinascimentale (capitelli dell\u2019inizio del XVI secolo) e la struttura rinascimentale, quadrangolare con corpi di fabbrica di rinforzo angolari di derivazione militare, pi\u00f9 volte rimaneggiata tra XVII e XIX secolo.<br><br>Significativi sono anche i due oratori di Santa Maria delle Grazie (XVIII secolo) e di San Giovanni (XVIII-XIX secolo).<br>Al di fuori del capoluogo spiccano per importanza storica e architettonica la chiesa di San Michele a Grezzo, la chiesa di San Michele e le rovine del castello a Gravago, e l\u2019Assunzione della Vergine di Giovanni Battista Trotti, conservata nella chiesa di Santa Maria Assunta a Casanova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dominato dalla scenografica mole del suo celebre castello, Bardi \u00e8 un paese dell&#8217;alta Val Ceno, a circa 60 km Parma<\/p>\n","protected":false},"featured_media":13872,"menu_order":1,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/valceno\/13859"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/valceno"}],"about":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/valceno"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}