{"id":13309,"date":"2025-03-04T17:17:26","date_gmt":"2025-03-04T16:17:26","guid":{"rendered":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/?post_type=bardi&#038;p=13309"},"modified":"2025-11-03T18:15:42","modified_gmt":"2025-11-03T17:15:42","slug":"museo-della-devota-margherita-antoniazzi","status":"publish","type":"bardi","link":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/bardi\/museo-della-devota-margherita-antoniazzi\/","title":{"rendered":"21 &#8211; Museo della Devota Margherita Antoniazzi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tappa 21<br><\/strong><br>Questa mostra-museo si propone di ripercorrere la storia della Devota Margherita Antoniazzi, uno straordinario esempio ante litteram di emancipazione femminile.&nbsp;<br><br>Margherita Antoniazzi nacque il 9 marzo 1502 a Cantiga, frazione di Bardi. Rimasta orfana di padre a 12 anni, cominci\u00f2 a lavorare come pastorella, spostandosi tra i paesi vicini.&nbsp;<br><br>Fu qui che ebbe il suo primo contatto con il gran numero di poveri della regione a cui, spesso, offriva parte delle sue provviste.&nbsp;<br><br>Secondo alcuni testimoni fu in questo periodo che si manifestarono i primi atteggiamenti mistici, tra cui estasi e visioni della Beata Vergine, imparando a recitare da analfabeta alcune preghiere.&nbsp;<br><br><br><strong>Il morbo e la solitudine<\/strong>&nbsp;<br><br>Nel 1524 la regione venne colpita dal morbo della peste. Tra le vittime ci fu anche la madre di Margherita, Bartolomea, e la stessa ragazza ne fu contagiata; per preservare i familiari dalla malattia si rifugi\u00f2 in una grotta detta \u201cRondinara\u201d.&nbsp;<br><br>Durante la sua permanenza in solitudine, passata in preghiera e nella recitazione del rosario, non mancarono visioni della Vergine e di San Rocco, a cui attribu\u00ec la propria guarigione. Riacquistata la salute si prodig\u00f2 per visitare e pregare nelle varie chiese vicine; fu nella chiesa di San Bartolomeo che Margherita si trov\u00f2 di fronte ad uno dei numerosi miracoli che ancora oggi fanno parte della tradizione e delle leggende di questi luoghi: mentre si trovava in preghiera davanti all\u2019altare, ove era posto un quadro della Vergine Maria e di Ges\u00f9 bambino, ad un tratto l\u2019effige della Madonna inizi\u00f2 a piangere in risposta alle esternazioni di dolore di Margherita per la morte portata dalla peste.&nbsp;<br><br><br><strong>Opere e prodigi e ultimi anni<\/strong>&nbsp;<br><br>Sua grande opera fu la realizzazione di una chiesa costruita a Costageminiana con l\u2019aiuto della popolazione locale e del signore di Bardi, il principe Agostino Landi, che le offr\u00ec in dono il portale del Castello di Pietra Cervara.&nbsp;<br><br>Accanto ad esso fu costruito anche un complesso monastico dove la Devota si ritir\u00f2 con le consorelle per intraprendere una vita comunitaria.<br><br>Ambedue gli edifici furono presumibilmente ultimati nel 1531 e consacrati nel 1533. Il monastero e la chiesa dell\u2019Annunziata di Costageminiana furono a lungo meta di pellegrinaggi.&nbsp;<br><br>Diversi furono i prodigi e le guarigioni ad ella attribuite, tanto che anche il conte Landi ne richiese l\u2019aiuto.&nbsp;<br><br>L\u2019analfabeta Margherita comprese subito l\u2019importanza di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni attraverso l\u2019educazione, decidendo di istituire la prima scuola gratuita della montagna e di tutta la Diocesi Piacentina, in cui si insegnavano esigue nozioni elementari, catechismo e dove era possibile avere un pasto frugale.<br><br>La devota mor\u00ec il 21 maggio 1565. Per i suoi miracoli e per l\u2019importanza che la sua figura mantenne anche negli anni successivi, dal 5 maggio 1618 due vescovi si susseguirono nei processi per la sua beatificazione. Attualmente gli atti sono a Roma nel proseguimento della causa.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tappa 21Questa mostra-museo si propone di ripercorrere la storia della Devota Margherita Antoniazzi, uno straordinario esempio ante litteram di emancipazione<\/p>\n","protected":false},"featured_media":13507,"menu_order":21,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/bardi\/13309"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/bardi"}],"about":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/bardi"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museo.ilcastellodibardi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}