Percorso storico tra Monte Barigazzo e Città d’Umbrìa di Varsi
Tema: - Tappe: a piediA cura di Andrea Greci e Centro Studi della Valle del Ceno
da “Sentieri della Val Ceno”
- Partenza e Arrivo: Città d’Umbrìa (parcheggio) 945 m
- Lunghezza: 7,3 km
- Dislivello: +250 m
- Tempo totale: 2:30 h
- Difficoltà: E (Escursionistico)
- Età: 6+
- Ristoro: Tosca
- Acqua: Città d’Umbrìa
- Periodo consigliato: Maggio – Novembre
Accesso
Da Parma si segue la SS62 fino a Fornovo di Taro, per poi deviare sulla SP28 della Val Ceno, che si segue fino a Varsi. Oltrepassato il centro abitato, si continua in direzione di Bardi per poi deviare a sinistra in direzione di Tosca. Prima di giungere a quest’ultima frazione, si volta a sinistra in direzione del Monte Barigazzo (cartelli) si superano due nuclei di case (Bianchi e Ferrari) e si continua a salire verso la vetta fino a quando non si incontra l’ampio parcheggio del sito archeologico della Città d’Umbrìa (cartello).
Itinerario
Dal parcheggio della Città d’Umbrìa (945 m), si seguono le indicazioni del sentiero 809 (cartelli) e si entra in un’affascinante bosco di faggi, cosparso di enormi massi di arenaria, raggiungendo in pochi minuti il piccolo Lago di Città che, nonostante le apparenze, è uno specchio d’acqua permanente, alimentato da una sorgente sotterranea. Qui si trovano numerose specie vegetali (tife, cannucce, giunchi, felci e fiori) con una presenza preziosa come quella dell’orchidea incarnata (Dactylorhiza incarnata) che ha qui una delle sue poche stazioni del parmense. Il piccolo specchio d’acqua ospita anche animali tipici di questi ambienti come rane, tritoni e libellule. Superato il lago si incontra la deviazione per il sito archeologico (cartello). Voltando a destra in pochi minuti si giunge alla Città d’Umbrìa (965 m, 0:20 h). Ritornati sul sentiero, si procede per pochi minuti, si ignora una possibile deviazione a destra e si continuano a seguire i segnavia camminando su un sentiero evidente, che compie un ampio periplo della modesta sommità del Monte Cravedosso, fino a raggiungere in rapidissima sequenza il bivio con il sentiero proveniente dal parcheggio della Città d’Umbrìa (segnavia 809A) e pochi metri dopo il crocevia delle creste (bivio creste del Barigazzo, 1058 m, 1 h). Qui si ignora la traccia che piega a sinistra verso la Cresta Nord e quella che volta invece a destra verso la Cresta Sud e si procede diritto nella valletta compresa tra le due dorsali (segnavia e cartelli ippovia-ciclopista). Superata una minuscola pozza si procede in un bosco affascinante con andamento quasi pianeggiante, ci si ricongiunge con il sentiero 809A della Cresta Sud e si procede fino al successivo crocevia con il sentiero 809 proveniente dalla Cresta Nord. Proseguendo diritto, si ignorano due possibili deviazioni a sinistra (nord) che permettono di raggiungere la strada asfaltata che sale al Monte Barigazzo e si continua giungendo alla sbarra dove giunge la strada sterrata proveniente da Pianelleto (bivio Pianelleto, 1160 m, 1:30 h).
Ignorata quest’ultima, così come la traccia senza segnavia che attraversa il prato a sinistra, ci si mantiene sul bordo destro (sud) della montagna (segnavia bianchi e rossi). Ignorato il sentiero 811C che piega a destra verso il Monte Grosso e anche la traccia che scende verso la chiesa della Madonna della Guardia (ben visibile a sinistra), si esce definitivamente dalla vegetazione. Dopo aver superato l’ultimo faggio monumentale, piegato dal forte vento che investe la cima, si raggiunge l’erbosa sommità del Monte Barigazzo (1284 m, 1:50 h). Vero e proprio belvedere naturale sulle valli del Ceno e del Taro ma anche, nelle giornate serene, sulle lontane vette del Monte Orsaro e del Monte Braiola, dell’Alpe di Succiso e verso l’ancora la più remota catena alpina, la vetta che ospita una croce in ferro e una stele in pietra che ricorda i partigiani che si unirono alla Resistenza provenienti dai tre territori che si incontrano sulla cima: Varsi, Bardi e Valmozzola.
Imboccando ora l’ampia traccia che scende tra i prati in direzione della chiesa si giunge in pochi minuti alla Chiesa del Barigazzo (1215 m). Dedicata alla Madonna della Guardia, ma nota semplicemente come la Chiesa del Barigazzo, fu costruita nel 1900 e dedicata inizialmente a San Giovanni Battista e poi nel 1911 alla Madonna della Guardia. Intorno alla chiesa si incontrano spesso cavalli al pascolo e l”erboso sagrato è chiuso da alcuni faggi secolari, tra i più vecchi dell’Appennino parmense. Oltrepassata la chiesa, molte tracce di passaggio guidano al ben visibile parcheggio sottostante (2:10 h). Da qui, seguendo la strada asfaltata (traffico soltanto nei fine settimana estivi) si scende comodamente e senza difficoltà al punto di partenza (2:50 h).
Consigli utili
Indossare un abbigliamento a strati, delle scarpe comode e possibilmente da trekking per la percorrenza di tratti rocciosi in salita, un rifornimento d’acqua e pranzo al sacco. Per temperature elevate, si consiglia di portare con sé un cappello d’estate per la protezione dal sole, soprattutto in vetta del Monte Barigazzo.
Per un’esperienza comoda e pratica, scaricare il percorso per navigatore GPS in sovraimpressione.
[Immagini fornite da: https://www.trekkingtaroceno.it/]